Maurizio Manzini, team manager biancoceleste: "Sorrisi in casa Lazio, anche più larghi del normale perché questa vittoria è arrivata nel modo che tutti sanno. Siamo andati sotto, abbiamo sofferto e l'abbiamo vinta. Queste sono le vittorie più belle, come chi per noi vive intensamente ogni minuto della gara. Stasera questa squadra ha avuto il suo, e speriamo non solo per questa sera. La sfortuna ha guardato da un'altra parte. Questa stagione siamo in debito con la dea bendata. c'è una serie infinita di episodi negativi che ci hanno fortemente penalizzato. Ora voglio credere che, finalmente, con il lavoro fatto tutti i giorni da tutti, soprattutto dai ragazzi che seguono il mister, comincia a dare i suoi frutti. Speriamo sia l'inizio di una lunga serie, perché lo meritiamo tutti. Un augurio a tutti i tifosi, a tutti gli atleti e le famiglie: l'augurio è che possiamo tornare a godere di quelle gioie che meritiamo".


Il Presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto, al termine della cena di Natale, ai microfoni di Lazio Style Channel (233 di Sky).
"La festa di stasera deve essere un punto di partenza per iniziare insieme un percorso di crescita. Solo con un rapporto empatico si raggiungono i traguardi. Il presidente deve assumersi le responsabilità quando le cose vanno male. Vogliamo far sì che questi colori vengano affermati sul campo, in termini di un progetto che possa tradursi in realtà. La squadra ha bisogno della gente, il problema che vedo è la disaffezione nei confronti della squadra e del tecnico che nasce anche da una campagna mediatica sbagliata, che non corrisponde alla realtà. Così si vanifica tutto, anche gli sforzi dei ragazzi. Noi dobbiamo costruire, non demolire. Oggi la Lazio è forte, è competitiva, e sta tracciando un cambiamento, non è una lazietta. I tifosi devono essere appassionati. Le critiche costruttive devono esserci, sono positive, di cui la squadra e la società ne devono far tesoro ma la demolizione fine a sé stessa no. Deprimere i ragazzi può diventare un boomerang. La squadra si impegna, si sacrifica, è umile. Oggi ha dimostrato uno spirito di gruppo".
"A fine gara i giocatori sono andati dal capitano e l'hanno abbracciato. Si sono tutti abbracciati e baciati, si è rivisto un clima bellissimo, di unità d'intenti tra squadra e allenatore. Ci sono stati momenti di difficoltà, ma la squadra non è un brutto anatroccolo. E' un cigno che sta tornando ad essere bello, ma si sente sola ed isolata. Noi sappiamo quello che dobbiamo fare, lavoriamo all'unisono. Se interverremo lo faremo con cognizione di causa senza tirarci indietro, ma certi allarmismi non sono di aiuto alla squadra che ha bisogno di conforto. La società opererà se ci sarà bisogno, purtroppo c'è l'imponderabile come la sfortuna e gli infortuni.